Ultima modifica: 30 Novembre 2018

CLIL Content and Language Integrated Learning

Il riordino della Scuola Secondaria di II grado prescrive l’introduzione di una disciplina CLIL nel quinto anno dei licei e nel triennio del liceo linguistico; per quest’ultimo, è prevista una seconda disciplina CLIL nel quarto e nel quinto anno di corso.

L’acronimo CLIL sta per Content and Language Integrated Learning, ovvero apprendimento integrato di lingua e contenuto: insomma, uno o più argomenti di una disciplina non linguistica vengono studiati utilizzando la lingua straniera anziché l’italiano. In questo modo la lingua straniera diventa non il fine, ma un mezzo dell’apprendimento.

I vantaggi del CLIL sono evidenti: esso favorisce un’educazione interculturale e plurilinguistica, oggigiorno indispensabile; motiva all’apprendimento, sia disciplinare, in quanto offre l’opportunità di studiare uno stesso contenuto da un punto di vista differente, sia linguistico, in quanto aumenta l’esposizione alla lingua straniera e soprattutto perché la lingua viene usata in un contesto comunicativo reale e non simulato; sviluppa la capacità di pensiero critico e di comunicazione orale; accresce le abilità metacognitive.

Il CLIL prevede infatti l’uso di strategie didattiche alternative, grazie alle quali la lezione frontale viene superata dal riconoscimento della centralità dell’allievo: il metodo usato è cooperativo e collaborativo e si fonda su strategie di problem solving da parte di gruppi di lavoro. L’utilizzo di strumenti multimediali sviluppa le abilità nel campo delle nuove tecnologie.

Ai docenti, il CLIL offre la possibilità di integrare gli insegnamenti disciplinari tra loro e di collaborare creando gruppi di lavoro.

Qualora non sia possibile realizzare vere e proprie attività CLIL, la normativa prevede la facoltà di organizzare percorsi interdisciplinari in lingua straniera.

PROSPETTO ATTIVITA’ CLIL PROGETTI INTERDISCIPLINARI IN LINGUA STRANIERA 2018-19